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Gilberto Van Den Borre

Gilberto Van Den Borre

n. Treviso 1922 - m. Treviso 1996

Continuò da esperto vivaista la tradizione di famiglia iniziata dal nonno Francesco nel 1860, ed assieme allo zio Ilario, iniziò a ricostruire dopo la seconda guerra mondiale con tenacia e forza di volontà lo stabilimento d’orticoltura Francesco Van den Borre che era stato raso al suolo dalle continue incursioni aeree. Lo ha fatto svolgendo con passione e competenza la sua attività di esperto vivaista e imprenditore agricolo, apportando continue innovazioni per stare al passo con le sempre maggiori esigenze di mercato.

Fu sua l’idea di far nascere, per supplire le forti richieste di esigenze forestali da parte di Enti Statali e Parastatali, un vivaio di oltre 30 ha. per piantine forestali da rimboschimento, per piante adatte per frangiventi marini, rinsaldamento dune, moltiplicazione delle nuove qualità di Pioppo hybrido Euroamericano ( Cloni ).

Inoltre rivoluzionò la sistemazione di scarpate, ed il recupero ed inserimento nell’ambiente di cave, discariche, piste da sci, autostrade, ecc. mediante piantagioni ed inerbimenti introducendo per primo in Italia la semina tramite il sistema brevettato “ Schiechteln “, ora conosciuto come sistema nero-verde.

Con la collaborazione dell’INRA ( Ist. naz. per le ricerche agronomiche ) in Francia e dell’INPL ( Ist. per le piante da legno di Torino ) introdusse e diffuse la tartuficoltura in Italia.