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VAN DEN BORRE FRANCESCO |
LA
COLTIVAZIONE DEI FUNGHI ( PORCINI E OVULI ) E TARTUFI
Tre sono i fattori essenziali per un buon risultato finale della
coltivazione dei funghi e tartufi:
Le piantine micorizzate possono essere impiegate per:
-
RIFORESTAZIONE. In tal caso bisognerà
scegliere le piante ospiti e simbionanti in funzione del clima, microclima,
della posizione geografica, dello studio della struttura fisico-chimica del
terreno. E' sufficiente una corretta messa dimora delle piantine con
l'eliminazione della vegetazione concorrente durante i primi anni dell'impianto
per garantire questo tipo di utilizzo della piantagione;
-integrazione
di PIANTE IN GIARDINO. In questo caso
la scelta del tipo di pianta da impiegare verrà studiata in base a fattori
estetici esterni. Pertanto prima verrà scelto il tipo di pianta e, di
conseguenza, il tipo di micorizze disponibile
-
INVESTIMENTI ECONOMICI. E' necessario
scegliere delle piantine con ottima micorizzazione, valutare tutti i fattori
ecologici e pedologici del terreno ( clima, analisi fisico-chimiche del terreno,
esame dei caratteri ambientali ), conoscenza delle pratiche agro- colturali per
mantenere e far evolvere le condizioni del substrato in senso favorevole. Tra le
file di un impianto di questo tipo è possibile coltivare anche altre essenze
per aumentare il reddito. Per esempio tra le file di un impianto per la
coltivazione di tartufi per i primi 6/8 anni si possono coltivare anche orzo,
veccia, lupinella, lavanda e lavandino. Queste due ultime essenze sono
raccomandate perchè sembra aumentino la produzione del tartufo nero e possono
offrire un buon reddito nelle zone adatte a questa coltura.
IMPORTANTE
SE
IL TERRENO NON E' IDEALE PER LA COLTIVAZIONE DEL FUNGO E TARTUFO CHE INTENDIAMO
COLTIVARE, ALTRI MICELI BANALI SI INSTAURANO NELL'APPARATO RADICALE ANCHE SE LA
PIANTA ERA BEN MICORIZZATA.
E'
SEMPRE CONSIGLIABILE ESEGUIRE PRIMA DI QUALSIASI IMPIANTO UN'ANALISI IN
LABORATORIO SPECIALISTICO DETTAGLIATA DI UN CAMPIONE DI TERRENO IN MODO DA POTER
INDIVIDUARE LE CARENZE DI ELEMENTI E MATERIA ORGANICA, E PORVI RIMEDIO CON
INTEGRAZIONI PRIMA DELL'IMPIANTO.
SONO
DA PREFERIRE SUOLI CHE GIA' NATURALMENTE PRODUCONO ( O HANNO PRODOTTO IN PASSATO
) I FUNGHI ED I TARTUFI CHE SI INTENDONO COLTIVARE.
NEL
CASO IN CUI NEI SUOLI IN OGGETTO NON SIANO MAI STATI REPERITI I FUNGHI E TARTUFI
CHE SI INTENDONO COLTIVARE, E' NECESSARIO OLTRE ALL'ANALISI SOPRA INDICATA,
ESEGUIRE ANCHE UNO STUDIO DELLA FLORA ESISTENTE, DELLA SITUAZIONE GEOGRAFICA E
CLIMATICA.
I suoli migliori da destinare
alle piante micorizzate sono:
-
ex seminativi
-
frutteti
-
prati ( specie se di leguminose ).
CURE
COLTURALI
L'impianto inizia con la ripulitura
della vegetazione infestante eliminando tutte le piante erbacee e legnose che
potrebbero alloggiare nelle loro radici altre micorizze, è necessaria un'aratura
e, al momento dell'impianto, una leggera erpicatura.
Dopo l'impianto è necessario non compattare il terreno perchè
diventerebbe inospitale sia per le radici che per i miceli. Bisogna eseguire
delle lavorazioni per rompere la
crosta superficiale e distruggere le erbe infestanti.
Le potature sono molto
importanti: Non devono mai essere drastiche, ma devono permettere la massima
utilizzazione della luce, temperatura e umidità del terreno, ed il minimo
ingombro per le operazioni colturali.
L'irrigazione è basilare per
la crescita della pianta del micelio e per limitare la fase improduttiva.
Rammentiamo che in primavera - estate in assenza di pioggie la produzione
naturale di tartufi e funghi diminuisce notevolmente, mentre le piantine
forestali muoiono o sopravvivono, ma con un notevole ritardo sull'inizio della
produzione. La frequenza delle irrigazioni varia a seconda della natura del
suolo e dell'andamento meteorologico.
Eventuali trattamenti di difesa
vanno eseguiti solamente se necessari ed è sempre meglio rivolgersi ad un
esperto. Meglio comunque impiegare trattamenti con metodi di lotta biologica.
IL
PERIODO CHE INTERCORRE FRA L'IMPIANTO E LE PRIME PRODUZIONI DI CORPI FRUTTIFERI
E' MOLTO VARIABILE E DIPENDE DALLA PIANTA OSPITE, DA FATTORI CLIMATICI E DALLE
CARATTERISTICHE DEL TERRENO.