Tre sono i fattori essenziali per un buon risultato finale della coltivazione dei funghi e tartufi:
Le piantine micorizzate possono essere impiegate per:
SE IL TERRENO NON E' IDEALE PER LA COLTIVAZIONE DEL FUNGO E TARTUFO CHE INTENDIAMO COLTIVARE, ALTRI MICELI BANALI SI INSTAURANO NELL'APPARATO RADICALE ANCHE SE LA PIANTA ERA BEN MICORIZZATA. E' SEMPRE CONSIGLIABILE ESEGUIRE PRIMA DI QUALSIASI IMPIANTO UN' ANALISI IN LABORATORIO SPECIALISTICO DETTAGLIATA DI UN CAMPIONE DI TERRENO IN MODO DA POTER INDIVIDUARE LE CARENZE DI ELEMENTI E MATERIA ORGANICA, E PORVI0 RIMEDIO CON INTEGRAZIONI PRIMA DELL'IMPIANTO.
SONO DA PREFERIRE SUOLI CHE GIA' NATURALMENTE PRODUCONO ( O HANNO PRODOTTO IN PASSATO ) I FUNGHI ED I TARTUFI CHE SI INTENDONO COLTIVARE.
NEL CASO IN CUI NEI SUOLI IN OGGETTO NON SIANO MAI STATI REPERITI I FUNGHI E TARTUFI CHE SI INTENDONO COLTIVARE, E' NECESSARIO OLTRE ALL'ANALISI SOPRA INDICATA, ESEGUIRE ANCHE UNO STUDIO DELLA FLORA ESISTENTE, DELLA SITUAZIONE GEOGRAFICA E CLIMATICA.
I suoli migliori da destinare alle piante micorizzate sono:
L'impianto inizia a ripulirla con la ripulitura della vegetazione infestante eliminando tutte le piante erbacee e legnose che potrebbero alloggiare nelle loro radici altre micorizze, è necessaria un'aratura e, al momento dell'impianto, una leggera erpicatura.
Dopo l'impianto è necessario non compattare il terreno perchè diventerebbe inospitale sia per le radici che per i miceli. Bisogna eseguire delle lavorazioni per rompere la crosta superficiale e distruggere le erbe infestanti.
Le potature sono molto importanti: Non devono mai essere drastiche, ma devono permettere la massima utilizzazione della luce, temperatura e umidità del terreno, ed il minimo ingombro per le operazioni colturali.
L'irrigazione è basilare per la crescita della pianta del micelio e per limitare la fase improduttiva.
Rammentiamo che in primavera - estate in assenza di piogge la produzione naturale di tartufi e funghi diminuisce notevolmente, mentre le piantine forestali muoiono o sopravvivono, ma con un notevole ritardo sull'inizio della produzione. La frequenza delle irrigazioni varia a seconda della natura del suolo e dell'andamento meteorologico.
Eventuali trattamenti di difesa vanno eseguiti solamente se necessari ed è sempre meglio rivolgersi ad un esperto. Meglio comunque impiegare trattamenti con metodi di lotta biologica.
IL PERIODO CHE INTERCORRE FRA L'IMPIANTO E LE PRIME PRODUZIONI DI CORPI FRUTTIFERI E' MOLTO VARIABILE E DIPENDE DALLA PIANTA OSPITE, DA FATTORI CLIMATICI E DALLE CARATTERISTICHE DEL TERRENO.