PRINCIPALI MALATTIE
Le specie arboree,
indigene ed esotiche idonee a costruire parchi e giardini urbani sono tutte
quelle specie indicate, per le varie zone, negli appositi elenchi. Per la
formazione di filari urbani è preferibile scegliere specie a lento
accrescimento o, comunque, mai di forte sviluppo. Per la formazione di filari
per viali urbani ed extraurbani, la scelta può cadere su specie di media
grandezza, aventi caratteristiche di rusticità e resistenza alle malattie,
con minima necessità di potatura.
La scelta delle specie
obbedirà certamente a criteri soggettivi, estetici ed architettonici le
quali possono variare in funzione della formazione di filari lungo strade
extraurbane, statali, provinciali e comunali.
Le conifere di tipo alpino possono essere impiegate
nei territori alpini anche se è possibile impiegare latifoglie, mentre le
conifere di tipo mediterraneo ( Pino domestico, marittimo, d'Aleppo )
possono essere impiegate nelle zone littoranee o costiere .
PARCHI E
GIARDINI PUBBLICI
La scelta delle specie da impiegare per la formazione di parchi e giardini,
oltre che ad obbedire a criteri soggettivi, deve, per la buona riuscita
dell' intervento, seguire criteri ecologici e naturalistici, per cui la
scelta verrà a cadere sulle specie caratteristiche della zona o fascia
d'intervento. Per esempio nella pianura Trevigiana la scelta cadrà quindi
sulle latifoglie, preferibilmente indigene o autoctone, ma scelte in modo
prudente considerando anche qualche conifera, privilegiando quelle
introdotte da antica data e quindi facenti parte degli arredi arborei già
esistenti ( Cedri, Libocedri, Thuja) . Per parchi e giardini della nostra
pianura Trevigiana, non è conveniente l' introduzione di specie come gli
ABETI oppure i PINI, siano essi di montagna che mediterranei. Tra le
specie arbustive consigliamo le seguenti specie: Maggiociondolo, Melograno,
Melo selvatico, Pyrus, Sorbo aucuparia, Agrifoglio, Lauro,
Laurocerasus, Corbezzolo. Oltre a dette specie ve ne sono molte altre
ottimali per fioritura e portamento.
PARASSITI E
MALATTIE
Di seguito vengono indicate alcune
malattie e parassiti che comunemente provocano danni alle piante arboree nei
giardini, nei parchi e nei filari.
Gli attacchi di parassiti e le malattie non sono costanti negli anni, ma
variano di anno in anno in funzione di diversi fattori, fra cui l’umidità
che favorisce le malattie di origine funginea, oppure l' aridità e le alte
temperature che favoriscono maggiormente gli insetti ed altri parassiti
animali.
Gli attacchi parassitari e le malattie che attaccano le piante arboree
ornamentali e forestali, sono molto numerosi: pertanto per quanto non di
seguito segnalato, si rimanda a letture specializzate. Altre cause che provocano attacchi più o meno intensi negli anni sono da
ricercarsi negli inquinamenti atmosferici ed in quelli a livello del suolo
che oltre ai danni diretti provocano selezioni e turbe genetiche
imprevedibili .
PARASSITI
GLI ACARI: sono artropodi per lo più assai piccoli con specie che
attaccano l' uomo e gli animali ed altre che sono fitofagi, come il Ragnetto
rosso che attacca fra l'altro il Tiglio e l'Ippocastano.
La lotta si conduce con insetticidi. Le punture nelle foglie
provocano macchie bianche e giallastre. Con il tempo le foglie diventano
cloriche.
GLI AFIDI: infestano molte piante di latifoglie ed anche conifere. Si
segnala il Pineus pini che attacca i pini e i cipressi. Con le loro
punture fogliari succhiano la linfa, limitando lo sviluppo delle piante. Gli
escrementi dolci mielati degli afidi attraggono colonie di formiche, che
causano lo sviluppo di fumaggini, funghi che più tardi descriveremo. La
lotta consiste nella irrorazione ripetuta con prodotti adeguati .
LE COCCINIGLIE: insetti che si rinvengono sia sui rametti che sulle
foglie. Si ricoprono di scudetti biancastri formando delle incrostazioni. La
lotta consiste in spazzolature dei tronchi con spazzole di fibra vegetale e
con trattamenti primaverili .
I LEPIDOTTERI: numerosi sono i lepidotteri che attaccano le
piante interessando sia il legno che le foglie. Si combattono
preferibilmente allo stato di larva, che è quello che provoca i maggiori
danni in quanto si ciba o del legno o delle foglie. Si utilizza il metodo
della raccolta a mano dei nidi come nella Processionaria del pino e
bruciamento dei nidi stessi, eseguendo trattamenti appropriati .
I PUNTERUOLI: sono insetti coleotteri. La lotta è difficile, si usano
trattamenti specifici o raccolta meccanica scuotendo la pianta dopo aver
disteso dei teli sul terreno sottostante.
Segnaliamo la Saperda, un coleottero con larve molto grandi che scavano
delle grosse gallerie sui tronchi di molte piante.
CORYTHUCHA CILIATA: piccolo insetto della famiglia delle Tingidi che
attacca il Platano e talvolta anche il Tiglio ed il Frassino.
Gli adulti, che succhiano la linfa sulla pagina inferiore delle foglie,
possono cadere e causare fastidi alle persone con punture che provocano
eritemi. La corythuca presenta due o tre generazioni durante l'anno. In
primavera infesta la pagina inferiore delle foglie. Le punture provocano una
caratteristica decolorazione localizzata prevalentemente nella parte
centrale della foglia
Causa delle uova, delle neanidi e degli escrementi, le foglie assumono una
colorazione nerastra. A livello delle punture degli adulti si ha una macchia
cloritica. Le foglie per tutto quanto sopra, si seccano e cadono, con la
chioma che appare sempre più rada. La lotta consiste in irrorazioni durante
la primavera estate, irrorazioni alle foglie.
GLI XILOFAGI: insetti che vivono a spese del legno. E' necessario
effettuare una attenta indagine per scoprire eventuali fori di entrata dai
quali spesso fuoriesce legno eroso unitamente a tumori rossastri. L'indagine
assume importanza, anche per eventuale inizio di manifestazioni patologiche
da parte di altri funghi ( FOMES Poliporus ) che causano alterazioni
profonde minacciando la vita delle piante e la staticità dei soggetti
colpiti. La lotta: si adoperano dei mastici disinfettanti, dei fuscelli
antitarlo e adeguati trattamenti.
TENDREDINE: rossastra del pino: insetto imenottero che attacca il
Pino nero il Pino mugo ed i Cembri , ed anche il Pino marittimo. Depositano
le uova sugli aghi. Le larve fuoriuscite dalle uova causano intense
defogliazioni. Lotta: insetticidi specifici.
MALATTIE FUNGINEE
GNOMONIA: questa
micopatia fogliare causa delle necrosi su parte del lembo fogliare, iniziano
con zone di colore bruno – rossastre allungate e centrate lungo le nervature
e provocano il blocco dell’accrescimento dei tessuti colpiti. Lotta:
trattamenti specifici e si consiglia la potature dei rami colpiti.
BACTERIOSI: malattia
funginea che vive sui tronchi e rametti di molte piante. Lotta: si effettua
con anticrittogamici a base di rame.
CANCRI: tutta una serie di alterazioni che per cause diverse
attaccano radici tronchi e rami con tumefazioni, fessurazioni, neoplasie.
Lotta: taglio ed eliminazione delle piante colpite: all'inizio si possono
tentare interventi di chirurgia vegetale. Si potrebbero iniettare nelle zone
colpite le spore grigie dei funghi ipovirulenti.
Tra i più noti “cancri” quello del castagno in atto è in fase di riduzione
per la diffusione di funghi dello stesso ceppo ipovirulenti, antagonisti dei
ceppi ipervirulenti .
CANCRO DEL CIPRESSO: è causato da un fungo ascomiceto che penetra
attraverso le ferite, imbrunendo i tessuti legnosi .Lotta: eseguire bene le
potature spalmando le sezioni di taglio, sempre oblique, con preparati
specifici e mastici contenenti anticrittogamici. Potare i rami colpiti
almeno un metro sotto i segni dell' imbrunimento.
CANCRO COLORATO DEL PLATANO: la sua sintomatologia più evidente è il
totale disseccamento della chioma che può avvenire all’ inizio della
stagione vegetativa, se la pianta era gia stata colpita, o al sopraggiungere
della stagione inoltrata, dopo una sviluppo primaverile stentato, se
l’infezione è avvenuta nell’anno stesso. La sua caratteristica sono le
macchie che si notano decorticando la pianta in presenza di piccoli cancri o
sotto la corteccia dei grossi organi legnosi colpiti. Tali imbrunimenti
hanno sfumature bluastre e si estendono soprattutto in altezza anche dalle
radici. Lotta:si consiglia l’abbattimento della pianta per evitare la
diffusione della malattia.
CARBONE: malattia funginea che attacca tronchi e rametti con
formazione di pustole e tumori pieni di materiale nero. La lotta consiste
nella asportazione delle parti malate e nel loro bruciamento.
CLOROSI: malattia dovuta alla distribuzione e alla mancanza di
formazione della clorofilla dovuta spesso alla anomala composizione del
terreno ( mancanza di ferro, eccesso di calcare ). Lotta: somministrare sali
di ferro sia sul terreno sia con concimazione fogliare.
FAMIGLIOLA: malattia causata da un fungo l' Armillaria mellea, il
fungo colpisce numerose piante e specialmente le radici di piante in non
buone condizioni vegetative. Le foglie diventano giallognole, la corteccia
diventa molto scura e sotto si notano dei grossi cordoni color crema. In
autunno alla base dei tronchi si formano i corpi fruttiferi detti
comunemente chiodini. Lotta: per attacchi radicali si fa scasso attorno
alla pianta disinfettando il terreno con un 2% di formalina.
FISIOPATIE: sono
alterazioni attribuite a negative condizioni ambientali e nutritive o ad
interventi dell' uomo, mancanza di luce, di acqua, o eccesso di freddo, ad
anomala composizione del terreno ed anche all'inquinamento
dell'aria e alla caduta di piogge acide che provocano gravi ustioni agli
organi vegetali. Cura: apporto di sostanze nutritive, miglioramento
strutturale del terreno, eliminazione per quanto possibile dei fattori
negativi.
FUNGHI LIGNIVORI: varie specie di funghi che attaccano il legno (Fomes-Poliporus) provocano i marciumi rossi del legno. La pianta può morire
improvvisamente. La lotta è difficile: si consiglia l' asportazione delle
parti malate e nei casi più gravi il taglio della pianta e la distruzione
con fuoco. Nei casi di parziali interventi si applicano i metodi chirurgici
già descritti .
MARCIUME: sono malattie causate da funghi che attaccano varie parti
della pianta, sia nella parte aerea che nelle radici con diverse
sintomatologie. Evitare ristagni d'acqua eseguendo opportuni ed idonei
drenaggi.
OIDIO: malattia funginea che produce un feltro o polveri biancastre
sopra gli organi vegetali attaccati .Il feltro costituisce il corpo
fruttifero del fungo. Le temperature e l' umidità elevata favoriscono lo
sviluppo del fungo. Lotta: trattamenti preventivi.
RUGGINI: malattia funginea che si presenta con formazione di pustole
gialle o rossastre. Hanno spesso ospiti intermedi. La lotta: trattamenti
preventivi.
SCOTTATURE: in primavera spesso si osservano delle macchie giallastre
o bluastre sulle foglie causate dal sole o dal vento. Si possono eseguire
con utilità delle concimazioni a base di potassio.
FUMAGGINI: con questo termine si indicano una serie numerosa di
funghi che si sviluppano su numerosi organi e si presentano con creste dure
friabili o come polvere fuligginosa. Vivono all' esterno dei vegetali e si
sviluppano a spese delle secrezioni zuccherine delle piante e della melata
provocata da alterazione della fisiologia delle piante o delle punture degli
insetti .La lotta si consegue limitando le cause della fuoriuscita di zuccheri e con
trattamenti .
METODI DI LOTTA
Descrivere il poco spazio è impossibile, esistono
dei prontuari tecnici molto validi che descrivono le malattie e i loro
metodi di lotta indicando periodi e prodotti. Molti prodotti sono ottimi su
alcune piante ma sono intolleranti su altre.
Nel casi di trattamenti
fogliari irrorando o nebulizzando la pianta le particelle di acqua
contenenti il prodotto cadono a terra o vengono trasportate dal vento in
zone limitrofe avvelenando così il suolo, persone, animali, ecc.. Leggere
con molta attenzione le descrizioni riportate sulle confezioni dei prodotti fitosanitari.
In tutti gli attacchi
parassitari ed in tutte le malattie, le piante devono venire aiutate
mediante apporto di concimazioni idonee anche di tipo fogliare.
Oggi sono sempre più diffusi interventi di lotta biologica (
inserimento nell’ambiente di organismi antagonisti alla malattia) e
interventi con prodotti da iniettare ( insetticidi e fungicidi ) nei vasi
della pianta attraverso apposite attrezzature così evitando inquinamenti
delle falde acquifere e dell‘aria.
La nostra ditta ha
già sperimentato e utilizza attrezzature per iniezioni endoterapiche con il
metodo ARBOSAN.
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